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FARE POLITICA NON È COME GIOCARE A NASCONDINO "di Salvatore Audia"

*lo stesso articolo è presente nel numero di luglio de "ilQuindicinale"


È da tempo che osserviamo il comportamento dei consiglieri eletti di FI di San Giovanni in Fiore, Rosanna Bibiani (consigliera semplice) e Cristian Bitonti (capogruppo), comportamento che se si fosse manifestato subito dopo la scomparsa del leader maximo Silvio Berlusconi avremmo anche potuto incardinarlo in una sorta di scombussolamento, uno smarrimento come quando non si hanno più punti di riferimento ai quali volgere lo sguardo. Invece no, sono mesi che i due, scientemente, disertano le sedute dell’assise comunale con banali scuse. Le travagliate dinamiche che attraversano il gruppo di Forza Italia di sgf, hanno preso una strana piega, quella di un’opposizione interna alla maggioranza, ma col silenziatore. Mi spiego meglio: i dissapori di questa parte di FI, sulle scelte della giunta Succurro, sarebbero sì alla base del dissenso, ma c’è qualcosa che frena questa protesta. Mancati incarichi? Forse, ma di questo non ci è dato sapere.

Certo è che essere stati eletti e presentarsi in politica con l’intento di rappresentare le istanze dei cittadini e poi nascondersi dietro un dito non fa onore al ruolo al quale si è stati chiamati. Ovviamente a noi interessano i ruoli che si ricoprono, perché ci si è candidati per uno scopo nobile; le persone, quelle, sono e restano onorabilissime, persone perbene, ma il ruolo che si ricopre è una cosa seria; il consigliere comunale dovrebbe: o essere completamente d’accordo con la maggioranza che sostiene, oppure essere palesemente in dissenso con essa, ma c’è anche una terza via presenziare i consigli e votare no alle proposte su cui non si è d’accordo. Il consigliere comunale dovrebbe, partecipando alla vita pubblica, contribuire alla soluzione dei problemi di una città che pure ne ha tanti. Sull’ospedale, non pervenuti; sul museo demologico dato in gestione a terzi non pervenuti, sullo stravolgimento della viabilità al centro della citta, con un’isola pedonale che ad oggi si fa fatica a comprenderne l’utilità, non pervenuti (a proposito: un imprenditore trasferitosi in tempo in altra parte della città ringrazia il cielo ogni santo giorno per la scelta fatta, “li sarei affossato economicamente” mi ha detto). Sulla discarica, non pervenuti, sulla questione dei fondi più che dimezzati al Centro Studi Gioachimiti, fiore all’occhiello di questa comunità, non pervenuti. E del cimitero ne vogliamo parlare? E dei crateri viari prima e dopo piazza Abate Gioacchino, e in moltissime altre zone della città? E della mitigazione del costone di Viale della Repubblica ne vogliamo discutere? È solo quello il tratto di costone da mitigare? La lista è lunga amici miei, chi legge aggiungerebbe almeno altri dieci argomenti. Cari Cristian Bitonti e Rosanna Bibiani, domanda: ma vi siete accorti delle spese, spesso discutibili, che si stanno affrontando? Siete chiamati a fare politica non a giocare a nascondino, siete grandi ormai per queste cose, suvvia. Voi, amici miei, siete in una botte di ferro, perché avete ricevuto un mandato da chi vi ha eletto, che nel frattempo comincia a perdere la pazienza per questo vostro comportamento quantomeno ambiguo, a tal punto che qualcuno, sottotraccia, qualche settimana fa ha fatto circolare la notizia di una vostra imminente scelta di abbandonare la nave dimettendovi, così che i rimpiazzi sarebbero stati pronti a salire in cattedra a sostengo di chi oggi voi in silenzio invece contestate, ma la politica non la si può fare in silenzio, di solito in silenzio si fanno altre cose, quello che nessuno deve sapere. Voi siete persone oneste, ed è per questo che siete tenuti a palesarvi, soprattutto con chi vi ha eletto. Siamo certi che saprete dare risposte a quelle domande che in molti si pongono. Più che Foza Italia noi diciamo “Forza Ragazzi! C’è sempre tempo per potercela fare, la città vi guarda.

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