LSU-LPU, CGIL E UIL -FUNZ. PUBBLICA- NON CI STANNO: DIRITTI CALPESTATI, PERMANE STATO DI AGITAZIONE

riceviamo e pubblichiamo >>>

“È intollerabile che si continui a violare uno dei principi fondamentali nella gestione del personale della pubblica amministrazione: la parità di trattamento”!



Quello che continua ad accadere al Comune di Giovanni in Fiore può essere riassunto in due parole chiavi: discrezionalità e parzialità.


Discrezionalità: l’incremento delle ore al personale part time è stato attuato senza tenere conto delle indicazioni e delle soluzioni prospettate dalle OOSS, nel corso di un confronto, che avrebbero consentito un aumento più significativo e più equo per tutti i dipendenti comunali, considerata anche la capienza delle capacità assunzionali.


Parzialità: gli atti posti in essere dall’Amministrazione, mobilità interna senza tener conto delle competenze acquisite e delle professionalità esistenti all’interno dell’Ente, liquidazione di istituti contrattuali e straordinari solo per i dipendenti di un determinato Servizio, mancata consegna delle schede di valutazione per alcuni dipendenti, fanno registrare una sperequazione di trattamento all’interno dell’Ente.


Lo stato di agitazione, proclamato dalle OOSS, pertanto non può che permanere. L’acuire della Pandemia non ci ha consentito di portare avanti le giuste rivendicazioni del personale ma le posizioni sono rimaste le stesse e il mancato confronto della Sindaca dinanzi al Prefetto, rende necessario esternare, ancora una volta le nostre rivendicazioni.


Non è possibile che in un grande comune si possa continuare a registrare sperequazione tra il personale! L’efficienza del comune non passa attraverso solo una piccola manciata di dipendenti o ancora più grave si realizzi con personale esterno!


Cosa devono pensare la maggior parte del personale, che esistono solo doveri, forse perché sono stati stabilizzati grazie ai finanziamenti nazionali e regionali con un minimo impegno delle risorse comunali e nonostante i numerosi pensionamenti?


Non vogliamo assolutamente dire che sia sbagliato pagare il salario accessorio ai dipendenti che hanno avuto la “fortuna” di trovarsi nell’ufficio giusto.


Quello che è intollerabile è che si continua a mettere in atto comportamenti e attività che violano uno dei principi fondamentali nella gestione del personale della pubblica amministrazione: la parità di trattamento!



Teodora Gagliardi

Segr. Gen. FP CGIL Cosenza

Susanna De Marco

Segr. Gen UIL FP

311 visualizzazioni0 commenti