SGF, OSPEDALE, TESORO CALABRIA: È FINITO ANCHE IL TEMPO DELLA VIGILE ATTESA


È fin troppo chiaro ed evidente che la situazione dell'ospedale di San Giovanni in Fiore è in caduta libera. A volare alto c'è sempre la mistificazione comunicativa di chi pensa di spacciare frottole per verità assolute.


C'è sempre una figura dell'amministrazione a dare le buone nuove sulla sanità di San Giovanni in Fiore; c'è sempre un altra figura dell'amministrazione ad andare davanti ai plotoni di esecuzione di manifestazioni di piazza o alle telecamere di un TGR sempre più asservito al potere politico regionale.

Non ho ancora ben capito se il "solito" capro espiatorio ha ben chiara la situazione in cui puntualmente si ritrova: io ci penserei due volte prima di essere data in pasto alla gogna mediatica, magari da burattinai che ignorano di essere a loro volta burattini. Mentre qualcuno si prende gli applausi, l'altra viene mandata a raccogliere i fischi e i cocci. Non ci vuole certo un genio per capirlo.



Qualcuno si è prodigato a far arrivare una figura esperta in chirurgia, come se non sapessero che nessun chirurgo può operare in quella struttura e comunque risollevare le sorti dell'ospedale.

Sapevano benissimo che l'epilogo sarebbe stato quello che ormai è sotto gli occhi di tutti, e cioè quello che dell'impossibilità di eseguire interventi chirurgici in un ospedale che non ha più un reparto di chirurgia ma un ambulatorio chirurgico in Day Surgery. Eppure sono esperti in maniera di sanità, e con molta probabilità pensano di essere esperti anche in tecniche della distrazione di massa. Ne sono certa.



Operazione di facciata che di fatto non hanno rilanciato nulla, si è perso ancora di più tempo prezioso. il Commissario ad acta alla sanità ha addirittura dimenticato di inserire San Giovanni in Fiore nell'elenco delle strutture sanitarie finanziate dal PNRR, e qualcuno, spudoratamente, ha affermato che era cosa buona e giusta, perché questo sarebbe stato un bene per l'ospedale di San Giovanni. Praticamente hanno detto che niente è meglio di poco, e noi dovremmo anche credergli e magari applaudire a questo grande risultato. Ora è veramente tardi. Rimane poco da fare, il morto difficilmente potrà essere resuscitato. Non è più possibile salvare il salvabile, perché di salvabile non c'è più niente.


C'è solo una cosa che può essere fatta ed è di trovare unità tra tutte le forze di opposizione, tra cittadini stanchi di questo stato di cose, tra le associazioni, tra i movimenti civici esistenti e quelli che stanno per nascere; convergere per dire basta a questo sistema di degrado politico che sta governando la città. Unità, collaborazione e condivisione, dovrebbero essere le parole chiave di tutte le persone che vogliono restituire la dignità perduta a questo paese dimenticato da chi ha la presunzione di dire che, questo paese, lo sta amministrando.


Maria Concetta Loria

TESORO CALABRIA

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