Caos Forza Italia a San Giovanni in Fiore: Gentile va all'attacco e contesta il nuovo capogruppo
- salvatoreaudia25
- 22 ore fa
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di redazione
È scontro totale a San Giovanni in Fiore. Tutto si è appreso in tarda mattinata: il consigliere comunale Marco Gentile attraverso una impugnazione scritta, da una forte scossa agli equilibri politici locali con un durissimo atto di contestazione formale inviata ai vertici del Comune e, per conoscenza, al Prefetto di Cosenza e al Segretario Provinciale di FI, l'On.le Gianluca Gallo.

Al centro della battaglia legale e politica parrebbe esserci due passaggi chiave: il presunto ingresso del consigliere Marco Ambrogio nel gruppo consiliare di Forza Italia e la conseguente nomina a capogruppo della consigliera Angela Angotti. Secondo Gentile, entrambi gli atti sarebbero viziati da un'illegittimità macroscopica, definita evidente a prima vista.
Il "caso Ambrogio": un'adesione mai nata
Secondo il contenuto della diffida, il primo affondo di Gentile riguarda il mancato rispetto delle regole per l'ingresso di nuovi membri nel gruppo. Il regolamento consiliare prevede che l'adesione si perfezioni solo con l'accettazione del gruppo ricevente nella sua interezza. Essendo Forza Italia composto originariamente da soli due consiglieri (Gentile e Angotti), l'unanimità era l'unica via per deliberare.
Gentile taglia corto: "Il diniego espresso dal sottoscritto impedisce di fatto la formazione della volontà del gruppo". "Senza la mia firma - ha affermato il primo fra gli eletti nelle ultime consultazione comunali per numero di consensi - l'atto di accettazione è giuridicamente inesistente e il consigliere Ambrogio deve essere considerato a tutti gli effetti un corpo estraneo al gruppo".

Il pasticcio della nomina a capogruppo
Di conseguenza, cade a effetto domino anche la nomina di Angela Angotti a capogruppo. Gentile contesta la decisione su due fronti:
Vizio derivato - Nell'impugnazione firmata da Marco Gentile si afferma che: Se Ambrogio non fa parte del gruppo, il voto da lui espresso per la Angotti è nullo. Di conseguenza, in un gruppo rimasto a due, serviva il voto di entrambi i consiglieri originari, ma Gentile non ha mai firmato.
Vizio autonomo (Voto su sé stessi) - Anche nell'ipotesi in cui il gruppo fosse diventato a tre componenti, la nomina resterebbe illegittima. La consigliera Angotti avrebbe infatti violato l'articolo 78 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL), che vieta agli amministratori di votare su delibere riguardanti interessi propri. Essendo il ruolo di capogruppo un incarico individuale con specifiche prerogative istituzionali e risorse, la consigliera avrebbe dovuto astenersi. Tolto il suo voto, resterebbe solo quello di Ambrogio: uno su tre, quota insufficiente per raggiungere la maggioranza.

La richiesta di azzeramento e la minaccia del TAR
Gentile non si limita alla protesta, ma - a quanto si legge nell'impugnazione - chiede un intervento immediato di autotutela. Il consigliere pretende che il sindaco, il presidente del Consiglio comunale e il segretario comunale dichiarino l'inefficacia dell'adesione di Ambrogio e l'invalidità della nomina di Angotti. Al loro posto, applicando la clausola suppletiva del regolamento, il ruolo di capogruppo spetterebbe di diritto a Gentile in quanto "consigliere anziano" (ovvero colui che ha ottenuto la maggiore cifra elettorale tra voti di lista e preferenze).
La diffida inviata al Prefetto di Cosenza punta ad attivare i poteri sostitutivi e di annullamento straordinario previsti dalla legge, investendo della questione direttamente il Ministro dell'Interno. Se dal Comune non farà marcia indietro rettificando i verbali, la palla passerà ai giudici amministrativi: Gentile ha già formalmente riservato il ricorso d'urgenza al TAR della Calabria.
