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"Nessun reato, solo diritto di critica": il GIP archivia la denuncia della Sindaca Succurro contro Oliverio, Audia e Motta

di Salvatore Audia

SAN GIOVANNI IN FIORE – Non c’è diffamazione, ma solo il legittimo esercizio del diritto di critica su un tema di evidente interesse pubblico: la gestione dell'acqua. Con questa motivazione il GIP del Tribunale di Cosenza, dott.ssa Letizia Benigno, ha disposto l’archiviazione del procedimento penale a carico di Giovanni Oliverio (Comitato 18 Gennaio) e dei giornalisti Salvatore Audia e Pasquale Motta.

La vicenda finisce in tribunale

Tutto era nato nell'ottobre 2024, quando le testate PRL e La Novità Online avevano dato voce alle proteste del Comitato 18 Gennaio riguardo ai gravi disservizi idrici nel comune di San Giovanni in Fiore. Una nota che la sindaca Rosaria Succurro aveva ritenuto offensiva, sporgendo denuncia per diffamazione. Un atto che, ironia della sorte, smentisce nei fatti l’etichetta di "radio asservita" che qualcuno ha tentato di cucire addosso a PRL.


Le motivazioni del GIP: "Mai superati i limiti"

L’ordinanza del GIP non lascia spazio a dubbi. Il magistrato ha confermato che l'articolo verteva su problematiche reali e sentite dalla cittadinanza, rispettando i tre canoni fondamentali stabiliti dalla Cassazione:

1.      Interesse pubblico: definito dal giudice "evidente per ragioni di contenuto".

2.      Continenza: il linguaggio usato non è mai risultato offensivo o smodato.

3.      Veridicità: i fatti riportati erano corrispondenti al vero o comunque verosimili.

Un passaggio chiave del provvedimento chiarisce inoltre che le precisazioni fornite dalla Sindaca nella querela non integravano la prova di un reato, ma rientravano al massimo nella "materia di rettifica". In altre parole: se l'amministrazione non era d'accordo, avrebbe dovuto chiedere una smentita, non invocare il carcere o le aule penali per i giornalisti.


Il fallimento dell'opposizione

Nonostante la Sindaca si fosse opposta alla prima richiesta di archiviazione, costringendo a ulteriori mesi di indagini, il Giudice ha ritenuto l'opposizione priva di "ragioni chiare", definendo inutile anche l’audizione della stessa persona offesa.

Una vittoria della libertà di stampa

L'esito del procedimento restituisce serenità a chi, quotidianamente, si occupa di informare i cittadini. Fondamentale, in questo percorso, è stata la linea difensiva tracciata dall’Avvocato Vincenzo Tiano a difesa del giornalista Salvatore Audia, che fin dall'inizio aveva pronosticato l’assoluta inconsistenza delle accuse.


"La critica non è un reato quando si parla dei problemi della gente" è il messaggio che esce con forza dal Tribunale di Cosenza, tutelando ancora una volta il diritto dei cittadini e della stampa di accendere i fari sulle disfunzioni del territorio.

 
 
 

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