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CASO SERAFINO CONGI: LA MADRE ROSA NIGRO ROMPE IL SILENZIO. “NON MI FARÒ ZITTIRE, VOGLIO VERITÀ PER MIO FIGLIO”

NOTA STAMPA A FIRMA DELL’ASSOCIAZIONE “SIAMO TUTTI SERAFINO-NEL SEGNO DI ANTIGONE”

Con una nota densa di dolore e fermezza, Rosa

Nigro, madre del giovane Serafino tragicamente scomparso a seguito di un infarto dopo tre ore di attesa in un Pronto Soccorso, esce allo scoperto per denunciare non solo le carenze del sistema sanitario, ma anche il clima di ostilità istituzionale che sta circondando la sua ricerca di giustizia.

L’ACCUSA: MESSAGGI DALL’EX SINDACA

Il punto più critico della denuncia riguarda il trattamento ricevuto dai vertici politici locali.

Rosa Nigro riferisce pubblicamente di aver ricevuto messaggi da parte dell’ex sindaca

Rosaria Succurro. Secondo quanto dichiarato dalla donna, le sarebbe stato contestato

di “prestarsi a strumentalizzazioni politiche”, un’accusa che la signora Nigro respinge

con sdegno: “Come se la morte di mio figlio fosse un pretesto e non la tragedia che ha distrutto la mia vita. Hanno cercato di mettermi a tacere, pensando che il dolore mi rendesse

debole, ma si sbagliano”.

LE OFFESE A MEZZO SOCIAL Facebook

Bisogna aggiungere che ancora ieri la Sindaca FF subentrata alla Succurro dopo la sua

elezione al Consiglio Regionale, accusava la Sig.ra Rosa Nigro di “essere caricata” da

qualcuno, come se per se il dolore per la perdita di un figlio non fosse sufficiente a

portare una mamma ad esporsi e a lottare per avere giustizia, per riuscire a capire cosa

sia andato in tilt il 4 gennaio del 2025 nella Sala Operativa del 118.

L’ISOLAMENTO ISTITUZIONALE E IL MANCATO LUTTO CITTADINO

La famiglia denuncia inoltre una totale assenza di vicinanza da parte delle istituzioni

comunali. In particolare, viene contestata la scelta di non proclamare il lutto cittadino,

interpretata come la volontà di "stendere un velo pietoso" per non sollevare questioni

scomode sulla gestione della sanità locale e sullo stato di abbandono degli ospedali.

LE AZIONI LEGALI

Rosa Nigro ha già coinvolto la locale stazione dei Carabinieri, riservandosi di sporgere

formale querela per tutelare la propria posizione e la memoria del figlio. "Non

permetterò a nessuno di calpestare la memoria di Serafino per difendere la propria

immagine politica", ha ribadito con forza.


UN GRIDO PER LA COMUNITÀ

Il comunicato si chiude con un ringraziamento alla cittadinanza per l'immenso affetto

dimostrato, che contrasta con il "gelo istituzionale" percepito. La battaglia di Rosa Nigro non è solo una ricerca di pace privata, ma una richiesta di dignità per l'intera comunità,

affinché nessun altro cittadino debba soccombere a causa di un sistema sanitario

inefficiente e di un potere che tenta di silenziare il dissenso.

 
 
 

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