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LA POLITICA LOCALE DOPO IL VOTO ALLE REGIONALI: C’E’ CHI RIDE, C’E’ CHI PIANGE E C’E’ CHI OSSERVA

di redazione>>>>>>>>>>


Se si vuol cercare, serenamente e a bocce ferme, di parlare di come sono andate le elezioni ultime, bisogna assolutamente partire da un assunto, tanto vero quanto incontestabile: San Giovanni In Fiore non è l’ombelico del mondo, e cioè il voto di San Giovanni in Fiore, ne ora ne mai potrebbe cambiare le sorti di una compagine politica che si appresterebbe a governare la Regione, al massimo può farci vedere un po’ più chiaro nelle dinamiche interne al mondo politico sangiovannese, che comunque anche questa volta ha dimostrato che uniti si può andare da qualche parte, ma divisi, tutti restano col cerino in mano e tutti a urlare scappa, scappa.


Dal Centro destra locale cosa ci si poteva aspettare se non quello di fare il pieno dei voti, nonostante, le grosse critiche indirizzate al governo cittadino da parte un po’ di tutti, finanche dal loro interno - ma questo non lo fanno trapelare in piazza - sono molto più intelligenti e spesso paradossalmente, molto più uniti di quanto appaia. Insomma devono continuare a governare la città e con un risultato lusinghiero arrivato anche da San Giovanni in Fiore, lo faranno in maniera più tranquilla; anche perché di pressione diciamoci la verità, ce n’è proprio poca se non fosse per quel Barile che sta sulle barricate e non solo, ma di questo ne parliamo più avanti. In merito ai due candidati che hanno portato acqua al Mulino di Roberto Occhiuto, c’è da registrare un lusinghiero risultato della candidata di fratelli d’Italia Daniela Astorino, che dalle urne locali ha raccolto ben 903 consensi. A San Giovanni numeri come questi sono importanti; credo che nel partito locale di Giorgia Melomi non faranno fatica a designare la Astorino come coordinatrice locale, e credo che questi numeri meritino anche qualcosa di più (brava).


L’altro candidato di area CDX è stato Pietro Silletta, una discesa in campo la sua molto travagliata. Diciamolo con una frase fatta: da “civico incendiario moderato” si è lasciato ammaliare (qualcuno lo aveva previsto già all’indomani delle comunali vinte dalla Succurro) da quella parte politica che, forse in maniera subdola, nascosta, e per certi versi falsa aveva dato prova di avversare, prendendosela prima di tutto con la nipote Teresa Cannizzaro, che prima del tempo lo aveva lasciato da solo a fare l’incendiario moderato, poi, forse il buon Pietro ha capito che il civismo è una cosa molto seria è impegnativa che spesso non “paga” per come dovrebbe, quindi, sorprendendo tutti ha detto sì alla candidatura nella lista Forza Azzurri – dimettendosi da consigliere di opposizione - e totalizzando, sempre prendendo il dato della sola San Giovanni in Fiore, 253 preferenze; per un ex candidato a sindaco, sono pochini dai. Anche perché credo sommessamente che anche i suoi civicini, i suoi stretti collaboratori, quelli della precedente campagna per le comunali, non abbiano digerito bene questa sorta di retromarcia o inversione a U. Qualcuno dirà: si, ma Pietro è comunque una persona valida, avrà fatto questa scelta meditando bene etc etc.. Si lo diciamo anche noi, Pietro Silletta è una gran Brava persona, un professionista, ma in politica serve altro, serve sicuramente quella cosa che in città è cominciata a mancare ormai da qualche anno, la coerenza (5 meno meno).


L’ex sindaco Belcastro, designato la Oliverio per rappresentare la sua parte, cosa doveva fare di più? Anzi, può anche lui considerare importante il suo risultato, mettersi contro un partito intero non è facile, un partito le cui beghe interne sono così ataviche che anch’io faccio fatica a ricordare da quando è commissariato ai vari livelli, dal regionale in poi. Per Belcastro questo è un sassolino che da tempo gli dava fastidio, e quando una cosa ti dà fastidio, la devi togliere, altrimenti anche il quadro psichico ne paga le conseguenze. Una cosa però ancora non è chiara: rientrerà nel PD o pure lui assieme ad Oliverio costruiranno un campo civico contro questa deriva in cui sta andando il Partito Democratico? (queste parole le ho sentite da qualche parte ma non ricordo chi le ha dette).


Dando poi un’occhiata al voto, così in generale dico ancora un paio di cose o tre: L’estrema sinistra locale ha abbracciato la masianellata demagistriana, cogliendo al volo un’occasione che ad un certo punto si poteva definire assai ghiotta, ma come spesso accade, oggi giorno i masanielli nascono come la luna e dopo 29 giorni scompaiono come la luna. (“Dopo questo risultato, che di certo non ci aspettavamo, prenderò una pausa di riflessione, almeno fino a Natale”), così avrebbe detto De Magistris all’indomani della disfatta, seppur meno amara di altri visto l’elezione e l’entrata in consiglio regionale di due dei suoi candidati. Io credo che De Magistris se verrà in Calabria, ci verrà solo per fare le vacanze, perché troverà un mare da bere, le spiagge pulite e se avrà un malore, cosa che non gli auguriamo, ci saranno anche gli “infermieri di spiaggia” – categoria che a breve - passando il commissariamento nelle mani del presidente eletto, o almeno questo è quello che Occhiuto chiederà al governo - verrà istituita. (Benvenuto in Calabria terra di grandi e impavidi condottieri).


Il Partito Democratico, che in affetti vive una condizione di precarietà perché è commissariato, a SGF ha totalizzato 950 consensi, divisi per i 9 candidati – Mimmo Bevacqua il più votato, con 354 preferenze.

Ragazzi miei, nonostante i vostri sforzi, smorzati da un commissariamento che non aiuta, siete riusciti a far sorridere anche Mario Oliverio, che già parla di ricomposizione dopo il divorzio. Riusciranno i nostri eroi a mantenere la barra dritta? Urge chiarezza tra Il capogruppo in consiglio, e i componenti del direttivo provvisorio, ma con la presenza seria del commissario di circolo e quello regionale, perché altrimenti sarete voi stessi a chiedere una mano ad Oliverio. (guardatevi in faccia, parlatevi)


Prima di chiudere però non posso non fare un’altra considerazione su un fatto per me evidente, e di cui ho sentito poco parlare, anche in rete dove naturalmente si legge di tutto e di più: la differenza tra gli elettori delle ultime comunali e queste regionali si sostanzia in 3200 persone circa che a SGF non si sono recate al seggio. Direte: si, ma cosa centra? E cacchio se centra, un’analisi di come sono andate le cose include anche questo che io non ritengo assolutamente un dettaglio, anche perché - e qui torna prepotentemente Antonio Barile - non avendo riferimenti, il suo gruppo, secondo il mio giudizio non si è recato a votare. Si saran detti: chiunque sarà il prossimo presidente in regione a noi non interessa non faremo sconti a nessuno perché a noi non ci rappresenta nessuno, o meglio, parole di Barile. “il prossimo presidente sarà anche il nostro presidente, e noi a lui faremo le stesse domande, porteremo le stesse istanze alle quali nessuno finora ha dato risposta”.

Io credo che questo è un dato da non sottovalutare, l’annuncio di voler perseguire il filone civico è nelle corde dei bariliani già da tempo. Chissà, magari un giorno, troveremo Belcastro e Mario Oliverio, che finalmente fuori dal PD faranno un polo civico con chi i consensi ce li ha davvero. Ma questa e fantapolitica non ci credete.



Auguri al nuovo presidente della giunta regionale Roberto Occhiuto, auguri ai sui eletti, auguri ad Amalia Bruni che si è già dichiarata combattiva e guida dell’opposizione, insomma auguri a tutti, soprattutto BUONA FORTUNA ai calabresi, ce ne vuole sempre tanta.


Salvatore Audia

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