San Giovanni in Fiore, caso AGCOM: i consiglieri a sostegno del Sindaco depositano una mozione per portare il dibattito in Consiglio comunale
- salvatoreaudia25
- 1 giorno fa
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di redazione
Alto è il fermento politico a San Giovanni in Fiore dopo il deposito di una mozione urgente rivolta alla Presidenza del Consiglio e al Sindaco.
A firmare il documento, protocollato nella mattinata, sono stati i consiglieri di maggioranza Francesco Saverio Oliverio, Giovanna Caruso, Anna Miliana e Paolo Spina Iaconis.

Al centro del dibattito c’è la Delibera n. 174/26/CONS del 7 luglio 2026 emanata dall’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni). L'Autorità ha accertato una violazione dell'articolo 9 della Legge 28/2000 (sulla par condicio e la comunicazione istituzionale) per tre post pubblicati sui canali social dell'allora assessore e candidato sindaco Marco Ambrogio — oggi Presidente del Consiglio comunale — durante le amministrative dello scorso maggio. Un'infrazione che ha comportato per l'Ente l'obbligo di pubblicare per 15 giorni un messaggio riparatorio sulla home page del sito ufficiale del Comune.
La richiesta: confronto pubblico e trasparenza
I quattro consiglieri firmatari chiedono ufficialmente, ai sensi degli articoli 59 e 60 del Regolamento consiliare, che la vicenda venga inserita all'Ordine del Giorno della prima seduta utile del Consiglio comunale per una discussione aperta sui "riflessi istituzionali derivanti dal provvedimento".

«La delibera AGCOM non è una polemica di parte, ma un provvedimento ufficiale di un’Autorità dello Stato», si legge nel testo della mozione. «Negare al Consiglio comunale la possibilità di discuterne significherebbe impedire all’organo rappresentativo di confrontarsi su una vicenda che coinvolge la credibilità dell’Ente e il rispetto dei principi di imparzialità e trasparenza.»
L'appello anche all'opposizione
La mozione assume anche un valore politico trasversale: i consiglieri rivolgono un appello formale a tutta l'assise e in particolare ai colleghi di opposizione, chiedendo la massima responsabilità istituzionale per garantire l'agibilità del confronto democratico.

L'obiettivo dichiarato, naturalmente, non è quello di anticipare condanne politiche o giudizi personali, bensì di adempiere al dovere di trasparenza nei confronti della città. Il messaggio lanciato ai banchi dell'aula è netto: qualora la discussione venisse bloccata o evitata, ciascun consigliere dovrà assumersene la responsabilità politica di fronte alla comunità florense.
La palla passa ora alla Presidenza del Consiglio e alla conferenza dei capigruppo, chiamate a stabilire dell'inserimento del punto all'ordine del giorno nel prossimo consiglio che a breve si svolgerà.




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