Sgf, manifesti anonimi e veleni: quando la politica scende nel buio
- salvatoreaudia25
- 13 ore fa
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di Salvatore Audia
Ci si chiede chi possa inventarsi accuse su un tema già ampiamente sviscerato in campagna elettorale e, da ultimo, durante la conferenza stampa in aula consiliare. Colpisce soprattutto la strategia: affiggere il manifesto-bomba e fuggire. Fare paragoni audaci sarebbe azzardato, ma è inevitabile notare come chi agisce di notte, al buio e a volto coperto, muovendosi con la massima cautela per evitare le telecamere, compia un vero e proprio attentato. Non dinamitardo, certo, ma pur sempre un attentato politico e morale.

È naturale che i pensieri di molti si siano indirizzati verso una precisa area, dato che l'argomento era stato sollevato a ridosso del primo turno. Va però ricordato che, sulla presunta evasione delle tasse comunali, chi è stato tirato in ballo si è già difeso pubblicamente e continuerà a farlo nelle sedi opportune.
Nel merito della vicenda è corretto non entrare. L'obiettivo di questo pezzo, a 48 ore dall'accaduto, è riflettere sulle modalità. Prima mi è capitato sotto gli occhi un articolo di giornale sull'argomento, rigorosamente privo di firma; poco dopo mi sono giunte le foto dei manifesti affissi in paese, anch'essi privi di autore o di riferimenti alla tipografia. I metodi ricordano da vicino quelli di un'azione clandestina: ci sono i mandanti, gli esecutori materiali e molto probabilmente dei complici a fare da palo.

Resta da capire cosa spinga a una simile vigliaccheria. Nessuna solidarietà né presa di distanza è arrivata dalle forze politiche avverse al sindaco Antonio Barile, bersaglio dell'attacco, come se si trattasse di una banale goliardata elettorale. Portare al dibattito temi complessi è legittimo quando avviene alla luce del sole. In questo caso, però, in assenza di querele formalizzate, restano solo illazioni verbali che non hanno spostato un solo voto. La maggioranza della comunità ha scelto con chiarezza il cambiamento, premiando Barile che si è messo subito al lavoro.
La memoria va ai proiettili rinvenuti sei anni fa nel quartiere Olivaro poco prima del voto: anche allora un'azione orchestrata nei minimi dettagli, rimasta purtroppo senza colpevoli. Storicamente, in questo paese, lo scontro politico non si era mai spinto a tanto, fermandosi al massimo a qualche lettera anonima. La rivalità è sempre esistita, ma entro i limiti del rispetto personale.

I numeri non mentono: la maggioranza degli elettori ha scelto questa amministrazione. L'unica sede legittima per fare opposizione resta l'aula consiliare. Chi sceglie scorciatoie come la bestialità dei manifesti anonimi non danneggi solo l'avversario: svilisce l'intera politica cittadina.




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