top of page

San Giovanni in Fiore, scatta l'ora di Barile: ecco la giunta dei "profili alti" tra qualche mugugno e l'incognita della presidenza

di Salvatore Audia


SAN GIOVANNI IN FIORE – Una giunta tecnico-politica nata per dare risposte immediate. Dopo giorni di trattative serrate e lunghi silenzi, il sindaco Antonio Barile scioglie le riserve e ridisegna gli equilibri del più grande centro silano. Lo fa fedele alla promessa elettorale: nessun assessore sarà pescato tra i miei consiglieri eletti. Una mossa identitaria che, se da un lato garantisce profili di alto livello, dall'altro ha già sollevato il più classico dei malumori tra le sue fila. Ma tant'è.


Il "patto del ballottaggio" diventa realtà

La squadra di governo è il frutto politico dell'apparentamento che ha deciso il secondo turno. Subito dopo il primo voto, Barile aveva teso la mano ai due sfidanti esclusi: Pino Belcastro (una delle anime del Comitato 18 gennaio) e il trentacinquenne Luigi Candalise. Un'alleanza strategica che ha convogliato l'elettorato su Barile, trasformando il passato in azione presente con la vittoria al secondo turno.


Il nuovo esecutivo punta su tre nomi chiave della società civile: l'avvocata Giovanna Straface, il commercialista Giuseppe Iaquinta e la docente universitaria Annabella Astorino. Accanto a loro, i due ex sfidanti: Luigi Candalise, che non solo farà il vicesindaco ma avrà anche le deleghe a Sport, Turismo, Cultura e Pubblica istruzione, e Pino Belcastro, politico di lungo corso con una sindacatura alle spalle, a cui vanno Servizi sociali, Personale e Precariato.

A Giuseppe Iaquinta è affidata la delicata cassaforte di Bilancio e Tributi, mentre Straface gestirà Commercio, Attività produttive e la partita cruciale dei Fondi europei, nazionali e regionali. Alla Astorino vanno invece Università e Formazione.

Il sindaco Barile, dal canto suo, blinda l'azione amministrativa mantenendo per sé le deleghe più pesanti: Sanità, Urbanistica e Lavori pubblici.


Domani il primo Consiglio: caccia alla Presidenza

Se la giunta è fatta, la vera battaglia si sposta ora sulla Presidenza del Consiglio comunale, convocato per domani, 7 luglio alle ore 17:00. Un appuntamento su cui sono puntati anche i riflettori della politica regionale.

Sconfitto alle urne, lo sfidante Marco Ambrogio non ha mai nascosto l'ambizione di sedere sullo scranno più alto dell'assise. Forte di un nucleo di sette o otto fedelissimi pronti a fare muro, Ambrogio deve però fare i conti con la "bocciatura" politica subita nei due turni, nonostante l'altissimo numero di candidati schierati. Ma si sa, nel calciomercato della politica il "mai" e il "sempre" sono concetti fluidi, specie quando il voto è segreto.


L'outsider Gentile e l'ombra del voto segreto

A sparigliare le carte nel campo di Ambrogio c'è un lavorio sotterraneo che dura da settimane. Il nome forte è quello di Marco Gentile, il consigliere più votato proprio nella coalizione a sostegno di Ambrogio. Cresciuto a "pane e politica" in una storica famiglia di tradizione socialista, Gentile rappresenta l'alternativa di garanzia: la sua figura potrebbe raccogliere consensi trasversali nel segreto dell'urna, assicurando stabilità e un inizio di legislatura meno turbolento per la stessa giunta Barile.

La scacchiera è pronta, i pezzi sono schierati. Dopo le tensioni dell'ultima legislatura, San Giovanni in Fiore cerca un arbitro d'aula equilibrato che sappia gestire il traffico istituzionale. La nuova giunta si presenta con ottimi auspici e profili di spessore; ora la palla passa ai consiglieri. Saranno loro, con la correttezza del dibattito, a decidere il destino di questa legislatura.

 
 
 

Commenti


bottom of page