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SGF, "COMITATO 18 GENNAIO": CONTINUA LA SVENDITA DELLA CITTÀ, ECCO IL REGALO DI NATALE "UN CONCORSO SCANDALO"

Il limite è stato ampiamente superato. Mentre la nostra città affronta uno spopolamento e un declino senza precedenti, l'amministrazione comunale – o ciò che ne resta – continua a operare fuori da ogni logica di trasparenza e legalità.

L’ultimo scandalo: un concorso "su misura"


L'ultimo episodio riguarda il concorso per un funzionario dell'area tecnica. Definirlo "pubblico" è un insulto all'intelligenza dei cittadini. Si tratta di un bando palesemente "cucito su misura" per inserire nell'organico comunale un tecnico del "giro" cosentino, vicino a loro, già noto per aver contribuito al grave dissesto finanziario del Comune di Cosenza - È quanto scrivono in una nota dal comitato 18 gennaio. ​In questi anni - prosegue la nota - la gestione di San Giovanni in Fiore sotto la guida spregiudicata della "coppia al potere" (moglie e marito) è stata segnata dal totale disprezzo per le risorse locali. Dagli incarichi professionali alle forniture, dai lavori pubblici ai servizi: tutto è stato sistematicamente svenduto a interessi esterni.

​Una procedura farsa

​I fatti parlano chiaro e delineano un quadro inquietante.

  • Partecipanti: Solo due candidati, guarda caso gli stessi già assunti con contratti a tempo determinato (ex art. 110) e scelti discrezionalmente tra gli amici della "cricca".

  • ​Tempi record: Prove iniziate alle 10:30 e concluse in soli 20 minuti.

  • Mancanza di trasparenza: Nonostante il bando prevedesse "titoli ed esami", nella determina di nomina compare solo il punteggio della prova orale.

  • La graduatoria è stata pubblicata pochi minuti dopo la fine del colloquio. ​Lo "Schema Cosenza" applicato alla Sila

​Questo "modus operandi" è l'esatto duplicato di quello applicato alla Provincia di Cosenza, dove l’Ispettorato del Ministero della Funzione Pubblica ha già mosso pesanti rilievi formali. Le stesse illegittimità che oggi denunciamo a San Giovanni in Fiore.


​Un appello alla dignità e alla legalità

​Come si può agire con tale arroganza in palese spregio delle norme e dell’etica pubblica? Collocare "amici di cordata" in funzioni amministrative delicate risponde a una sola logica: il controllo privatistico della cosa pubblica.

Non staremo a guardare

Gli organi preposti al controllo di legalità — Prefettura, Corte dei Conti e Procura della Repubblica — saranno formalmente investiti di questa grave situazione.

​San Giovanni in Fiore non è un feudo privato. Un centro storico importante per la sua dignità e combattività non può accettare di essere mortificato da una ristretta cerchia animata da interessi di famiglia e pratiche clientelari. Liberare la nostra città da questa gestione malsana - si conclude, nella nota al vetriolo del "comitato 18 gennaio" - è un dovere morale di ogni sangiovannese, al di là di ogni appartenenza politica.




 
 
 

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