SGF - Dalla gestione del gruppo consiliare alle dimissioni, Sellaro, suo malgrado, ritorna sulla vicenda che lo vede protagonista: "facciamo chiarezza sulle ultime scelte"
- salvatoreaudia25
- 1 giorno fa
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Parlare di politica di fronte a certi atteggiamenti appare ormai un'eufemismo: assistiamo a una gestione improvvisata e priva di maturità. È assurdo inviare un comunicato stampa per chiedere le mie dimissioni a soli due giorni da un incontro chiarificatorio già programmato dal candidato Salvatore Mirarchi, delegato insieme ad altre persone, tra cui due candidate della lista e il sottoscritto. Bastava attendere 48 ore per valutare l’esito del confronto.
È l'inizio della nota giunta stamattina alla nostra redazione a firma, del consigliare comunale Enzo Sellaro.

Questo episodio - spiega il consigliere - è l’ennesima dimostrazione di chiusura al dialogo: dalla sede elettorale rimasta chiusa, al gruppo WhatsApp privo di interazione e da cui sono stato persino rimosso. Una visione rigida e autoritaria, dettata dalla timore del confronto. Il comunicato inviato a PRL sabato 18 non è ancora stato smentito da Antonio Barile; si presume quindi che egli ne condivida il contenuto, dimostrando però di non conoscere la normativa e le basi della politica. La legge non prevede in alcun modo quanto da loro sostenuto.

In passato si criticava l'operato di Ambrogio quando chiedeva le dimissioni dei propri consiglieri, sebbene quella fosse una procedura formalmente prevista dal TUEL. È amareggiante constatare di aver combattuto un sistema per poi ritrovarsi ad appoggiare metodi ancora più scorretti e privi di base legale. Ribadisco la mia contrarietà alla linea di Ambrogio, ma allo stesso tempo evidenzio come la "teoria" iniziale di Barile sia stata totalmente smentita dalla pratica attuale.
In merito al comunicato inviato alla redazione di PRL, ripongo pubblicamente alcuni quesiti:
_Il documento è stato sottoscritto dai singoli componenti?
_Come può esprimersi un Comitato privo di presidente, segretario, direttivo e di un tesseramento che ne attesti la legittimità?
_È stata svolta una votazione formale? Da quanti soggetti è stato approvato?
_È stato firmato da tutti e 16 i candidati della lista?
_Su quali basi giuridiche si chiedono le dimissioni di un consigliere comunale, dato che la legge non lo consente?
Auspico risposte chiare - scrive ancora Sellaro - purché non vengano manipolate come la vicenda delle presunte offese ai candidati. A scanso di equivoci, chiarisco ancora una volta di aver definito "lecchinaggio" unicamente la frase: “Se fai cose buone siamo con te, se le fai così così siamo con te, se le fai negative siamo lo stesso con te”. Si tratta di un'affermazione pronunciata da un singolo individuo e non dall'intero gruppo, utilizzata strumentalmente per crearmi ostilità attorno. Ribadisco con fermezza: di fronte ad atti negativi per il paese, il mio voto favorevole non ci sarà mai.
Ugualmente falsa è la ricostruzione secondo cui avrei preteso un assessorato: i miei interventi pubblici e i post ufficiali dimostrano l'esatto contrario. E quand'anche fosse, non vi sarebbe stato nulla di illegittimo. Anzi, addirittura sono stato eliminato da whatsapp proprio mentre tanti/e sostenitori del Comitato si chiedevano come fosse possibile che non ci fosse il mio nome tra gli assessori.
Anche per questo appare impensabile che il Comitato possa chiedere le mie dimissioni.

In conclusione, chiedere le mie dimissioni delegittima lo stesso Barile, il quale rimarrebbe rappresentato in aula solo dalla propria nipote -una candidatura che, per ragioni etiche e di opportunità politica, si sarebbe dovuta evitare per non alterare la competizione interna alla lista-. Tale richiesta di dimissioni mostra una fragilità politica che lo riduce a dipendere dall'appoggio dell'area riconducibile a Oliverio e Laratta, ammesso che fosse vero che dietro Candalise ci sia davvero Laratta.
Il repentino cambio di alleanze e di giudizio sulle persone è ormai evidente: dal ribaltamento delle posizioni su Domenico Lacava, fino all'accordo con Oliverio (a cui sono stati concessi due assessori, Belcastro e Straface) e con Laratta, per la nomina a Vicesindaco di Candalise, con tante deleghe, ma un tempo duramente criticato.
LA QUESTIONE CAPOGRUPPO
Ieri, ho appreso - scrive sempre sellaro - tramite il profilo Facebook di Ambrogio che è stata svolta la conferenza dei capigruppo. Non sono stato coinvolto perché considerato fuori dal gruppo consiliare oppure sta continuando la collezione di ruoli nei confronti del consigliere Caruso Giovanna per eredità familiare?
Avevo chiesto di discutere sul ruolo di capogruppo ma, anche in questo caso, ha regnato l’imposizione patriarcale e non il dialogo.
C’è una forte incoerenza con gli attacchi rivolti a Succurro e Ambrogio, ai quali veniva contestata una gestione familistica del Comune.
Di fronte a così tante palesi contraddizioni, mi chiedo di nuovo chi debba realmente rassegnare le dimissioni.




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