SGF, DONNE E DIRITTI: IL MALE DENTRO LA NOSTRA COMUNITA'



Ci sono notizie che non si vorrebbero mai ricevere e che lasciano senza fiato.

Eppure è accaduto a conferma, purtroppo, che certe pratiche di abuso, di violenza psicologica, sessuale, vengono consumate anche nella nostra comunità, coinvolgono persone di ogni età, che poi scopriamo di conoscere, di averle difronte, vicine di casa e non serve gridare allo scandalo o, ipocritamente, rifiutare la realtà.


Quando “Donne e diritti” è nata, avevamo chiaro che nella nostra realtà, nelle nostre case, il disagio, la solitudine, la fragilità, esponessero, soprattutto le donne ma non solo, a pratiche di relazione violente e che fosse necessario trovare il coraggio di prenderne coscienza, di accendere i riflettori della consapevolezza per determinare un'azione istituzionale, culturale, sociale di contrasto.


Per questo abbiamo fondato la nostra associazione e abbiamo costituito il “centro antiviolenza”, per questo ci stiamo prendendo in carico i diversi casi che piano piano, con coraggio, si stanno presentando, rompendo i muri dell'omertà, della autocolpevolizzazione, della vergogna.


La realtà che si sta squadernando sotto i nostri occhi, nel mentre ci fa inorridire, ci fa comprendere dei gravi ritardi, delle sottovalutazioni, dell'inadeguatezza delle azioni di contrasto finora messe in atto dalle Istituzioni e da tutte le agenzie scolastiche, fino alle aggregazioni politiche, sociali, religiose, culturali.


Noi stiamo prendendo coscienza che serve un impegno costante e permanente per far riaffermare il “bene comune”, che servono comportamenti quotidiani tesi a dare valore al rispetto delle persone, soprattutto di quelle più fragili, meno attrezzate culturalmente ed economicamente. Serve un cambio radicale delle politiche sociali e culturali nel nostro paese, perchè la povertà dilagante non è solo economica ma è soprattutto solitudine, paura, perdita di fiducia verso il prossimo, smarrimento del senso comunitario.


Per questo motivo noi ci sentiamo ancora di più, oggi, chiamate in causa e vogliamo rafforzare il nostro contributo per definire un progetto educativo che metta al centro le donne, le persone fragili, le giovani, le anziane e tutti coloro che soffrono.


Noi non vogliamo soltanto inorridire e, nel rendere la nostra gratitudine a coloro che hanno saputo scoprire questa drammatica realtà, ribadiamo la nostra volontà di riappropriazione e rilancio delle migliori tradizioni identitarie e comunitarie della nostra storia.



DONNE E DIRITTI

San Giovanni in Fiore

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