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SGF, "Donne e Diritti" in difesa dell'ospedale: «Serve la Medicina Generale, no al depotenziamento del presidio»

di redazione


L'associazione "Donne e Diritti" di San Giovanni in Fiore esprime forte preoccupazione per le sorti del reparto di Medicina del presidio ospedaliero locale. I 20 posti letto previsti dall'atto aziendale non sono stati ancora attivati, nonostante i lavori di ammodernamento siano terminati da tempo. Ad oggi, la struttura dispone di soli 10 posti letto provvisori, ospitati nei locali ridotti dell'ex Ginecologia.

Lo storico reparto di Medicina, completamente ristrutturato per accogliere i 20 posti previsti, è stato invece destinato all'Ospedale di Comunità: una struttura sanitaria a gestione infermieristica e socio-sanitaria prevista dalla Missione 6 del PNRR. Pur riconoscendo il valore dell'Ospedale di Comunità come presidio di medicina di prossimità per la convalescenza e la cura dei pazienti cronici, non comprendiamo perché le sia stata data la priorità rispetto al trasferimento della Medicina Generale nei locali a essa riservati. Il buon senso imporrebbe di garantire prima i 20 posti di Medicina e, successivamente, istituire l'Ospedale di Comunità.

Ci chiediamo quando verranno ripristinati i posti previsti, considerando che la struttura non dispone di altri spazi idonei: l'ex Chirurgia è infatti già satura tra Day Surgery, Gastroscopia e Dermatologia. temiamo che sia in atto una progressiva sostituzione dell'ospedale di montagna con una struttura meramente residenziale. Un rischio che non possiamo accettare: San Giovanni in Fiore non può privarsi della Medicina Generale.

A questo si aggiunge lo spostamento dell'ambulatorio di Fisioterapia dal poliambulatorio di via Gran Sasso all'interno dell'ospedale, nei locali di Oncologia. Sarebbe stato più opportuno mantenere la Fisioterapia territoriale nel poliambulatorio e integrare nuovi fisioterapisti per la struttura interna, come previsto dalla normativa.

Chiediamo un incontro urgente al Presidente della Regione Calabria per fare chiarezza su queste scelte e sul ridimensionamento avviato con la riforma del 2010. Saremo affiancate dall'onorevole Elisa Scutellà e promuoveremo la richiesta di un Consiglio Comunale aperto: la cittadinanza deve essere informata. La sanità pubblica e l'ospedale rappresentano un diritto fondamentale e un presidio indispensabile contro lo spopolamento delle aree montane. Siamo pronte alla mobilitazione.

 
 
 

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