𝐒𝐠𝐟, 𝐞𝐥𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐢: 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐚𝐧𝐝𝐢𝐝𝐚𝐭𝐮𝐫𝐞 𝐚 𝐬𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐨
di Salvatore Audia

In questo che chiameremo “momento bizzarro”, assistiamo a tante stranezze o, quantomeno, a cose difficili da decifrare. A proposito, per esempio, di chi detiene le redini del governo cittadino in questo periodo di traghettamento fino alle elezioni amministrative, non si comprende bene la funzione di chi per nomina è F.F. (facente funzione) — cioè che fa le veci della figura istituzionale di un sindaco il quale, per altra nomina (in questo caso l’elezione al parlamentino regionale), ha lasciato anzitempo lo scranno.
Bene, sulla carta è tutto chiaro. Quello che non capiamo — ma forse un giorno, con un po’ di pazienza, ce lo spiegheranno — è perché chi è legalmente nominato non espleti quella funzione, lasciando il palcoscenico ad altra figura che di fatto, più che di diritto, ne consolida, un giorno sì e l’altro pure, la sostanza. Bizzarro, vero?
Ma in questi ultimi anni di bizzarrie ne abbiamo viste tante; alcune sono addirittura diventate normalità. Una noi l’abbiamo ribattezzata così: “Luminarie365”. Le uova, le stelle, le colombe, gli alberetti, i cuori, le carrozze, i fuoristrada (che c’azzeccano questi ultimi, vallo a capire...). Ma noi andiamo oltre e ci sentiamo di suggerire: il salvagente e la barchetta per l’estate ed, essendo il paese dei “patatari”, una bella “Isola delle patate” giusto per il periodo della “scippa”. Magari anche con l’ingaggio di una diecina di ballerine do brasil per intrattenere le masse che tra settembre e ottobre accorrerebbero; ma lì poi entriamo nel periodo dei funghi ed è chiaro che il “porcino” vincerebbe su tutto. In fondo siamo alle porte di Carnevale: ci sta tutto e il contrario di tutto.

Un momento bizzarro, dicevamo. Dagli schieramenti non trapela nessuna ufficialità sui nomi per la candidatura a sindaco, tranne quello su cui punterebbe il centrodestra: Marco Ambrogio. Sarà lui a guidare la coalizione che cinque anni orsono elesse la di lui moglie, Rosaria Succurro? Si vocifera che avrebbe una sostanziosa squadra di candidati a consigliere pronti a raccogliere il consenso in ogni luogo possibile: famiglia, amicizie, ambito lavorativo, ambito ludico e altro. Circolano già dei vocali che ne confermano la frenesia del cercare.
Anche se nulla osta a che Ambrogio possa ricoprire quella carica, noi qualche dubbio lo abbiamo — anzi, ne avremmo diversi — e di carattere politico, non certo giuridico. Ci viene in mente lo strappo con Fratelli d’Italia, per capirci la “cacciata” di Salvatore Cocchiero. Fonti interne al partito locale di Giorgia Meloni indicherebbero una totale chiusura sulla possibile candidatura di Ambrogio; ma si sa, è vero che i locali contano, ma non tanto quanto i livelli superiori (anche se stanno marcando in modo considerevole, per esempio, in seno alla Provincia). E poi come la mettiamo coi “galliani” legati all’assessore Gianluca Gallo o, se preferite, i meglio identificabili “Gentiliani” o “Agiolettiani”? Pare che neanche loro digerirebbero Marco alla guida della coalizione di centrodestra. Vuoi vedere che l’ex piddino Ambrogio, forte del sostegno soprattutto coniugale, la spunterà su tutti?

Altra bizzarria: l’apparizione e poi la ri-sparizione dell’amico Pietro Silletta che, redivivo, in un post sui social dello scorso 10 gennaio, con tanto di suggestiva foto abbaziale, scrisse: «San Giovanni in Fiore non ha bisogno di uomini della provvidenza. Ha bisogno di chi conosce le regole, ma anche la vita reale. Ha bisogno di chi sa ascoltare, ma anche decidere. Di chi non confonde il consenso con il dovere». E poi ancora: «Questa città ha bisogno di essere curata, non gestita». E tutti a ragionare: vuoi vedere che Silletta potrebbe essere il candidato che supererebbe tutte le diatribe del centrodestra? Nessun dubbio sulla bellezza e la forza di queste parole — a Pietro non manca sicuramente l’estro nello scrivere: che io ricordi, alle elementari fatte insieme stava sempre sul 10 — ma un paio di domande a Pietro le poniamo, solo due, anche se ne avremmo parecchie:
1. Negli ultimi cinque anni Facebook non ti funzionava?
2. C’è qualche scelta fatta da questa amministrazione, da te sostenuta, che andrebbe rivista o per te è andato tutto bene?

Le bizzarrie continuano. Andiamo dall’altra parte: Mario Oliverio di recente ha espressamente detto che le primarie di coalizione (coalizione con chi?) potrebbero essere una via adeguata per scegliere un candidato da contrapporre a quello delle destre. Intanto: si ricuce col PD o non c’è più speranza? Due domande:
1. Scenderà in campo: Mario Oliverio, Pino Belcastro, GB Nicoletti o GB Barberio?
2. Ma non sarebbe il caso che dalle vostre parti si cominciasse a parlare finalmente di giovani e, perché no, anche al femminile, con una bella novità — però di sostanza — pescata nelle tante e fini intelligenze che abitano l’unica e vera sinistra locale?
Fatelo sapere a breve ai tanti che attendono una svolta. Ma per svolta, attenti: lasciate stare le minestre rimaste del giorno prima.

Poi non possiamo non registrare anche le bizzarrie “bariliane”. Stratega com’è, Antonio si rivolge così ai sangiovannesi, rispondendo sui social: «...questa volta scenderemo in campo tutti insieme. Solo così si battono gli egoismi. Lo spirito altruistico è più forte ed è più nobile». Come puoi non essere d’accordo con Antonio Barile? Coerentemente, l’altruismo da sempre è una delle parole più utilizzate nelle sue riflessioni quando parla di politica. Ma attenti: quando egli dice "questa volta scenderemo in campo tutti insieme", non parla sicuramente di quelle forze politiche che, a suo dire, hanno consapevolmente causato lo tsunami “Succurro/Ambrogio”. Lo dice chiaramente in un recente video, li chiama "falsi oppositori". Egli per "insieme" intende quella parte di cittadini che lo hanno quasi eletto sindaco la volta scorsa e che ancora credono nella sua storia e nel suo racconto politico. Antonio fa melina: attende, guarda, scruta, ragiona, ma ancora non dice chiaramente se si candida o meno. Aggiungiamo che a sostegno di Barile ci sono rumors che parlano, oltre a Giovambattista Benincasa e Domenico La Cava, anche del sostegno dei “De Cicchiani” locali, vicini al consigliere regionale Francesco De Cicco. Fantapolitica? Non lo sappiamo. Staremo a vedere.
Intanto si attendono le “FRASSIE”: saranno pungenti in questo ultimo periodo di legislatura? So di alcuni testi che, prima di essere ultimati, sono stati sottoposti alla lettura di avvocati; nessuno vuole essere citato per diffamazione, ma sappiamo anche che nelle liriche dei frassìari, anche quest’anno, diverse saranno le “palate” che riceveranno i governanti di questo paese.





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