Tra "l'inquisizione" a Barile e il vicolo cieco di Sellaro - Consiglio comunale o Tribunale?
- salvatoreaudia25
- 2 giorni fa
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di Salvatore Audia
Più che un Consiglio comunale, quello di ieri ai più è apparso come una sorta di tribunale dell’inquisizione. Nove pubblici ministeri “popolari” hanno fatto a gara per interrogare l’imputato: il sindaco Barile, reo di aver vinto le elezioni e perciò colpevole di aver cominciato ad amministrare fin dal giorno della sua proclamazione.
Colpevole di aver messo il naso nel comparto determine (qualcuna subito annullata dai dirigenti); colpevole di aver chiesto la consegna delle chiavi degli immobili che appartengono al patrimonio del Comune; colpevole di aver fatto entrare nel palazzo comunale un caro amico cittadino e stimato professionista sangiovannese di cui si fida — e non è un dettaglio —, tra l’altro ex amministratore; colpevole di aver bloccato un concorso che mostrava lacune nel bando; e colpevole anche — evitando di elencarle tutte — di tante altre “fesserie”, per scriverlo come a parole direbbe Barile stesso.

Non intendiamo sminuire con questo il diritto dei “pubblici ministeri” visti ieri — eletti dai cittadini — di fare domande. Ma anche a Nairobi che risulta ancora essere la capitale del Kenya (sempre se Barile nel frattempo non l’ha cambiata) sanno che il sindaco è stato proclamato il 12 giugno 2026, mentre la nuova giunta è stata insediata il 7 luglio 2026. Quindi, facendo due conti e partendo dal giorno della sua proclamazione, Barile siede sulla sedia di primo cittadino — contando anche i sabati e le domeniche — da appena 48 giorni.
Insomma, un Sindaco colpevole di tutto e di più. Ma il suo "reato" più grande è uno soltanto: quello di aver trovato la quadra con gli altri competitor del primo turno attraverso un’intesa puramente politica, senza poltrone come posta sul tavolo, avviando così la legislatura.
Lo si era capito fin da subito, con la questione dell’anatra zoppa, che ogni Consiglio sarebbe stato come un match di boxe o una gara a braccio di ferro. Questa è la situazione, questi sono i risultati elettorali, questa è la compagine amministrativa, questa è e sarà l’opposizione e questa è la maggioranza a sostegno del sindaco.
Un’anomalia che sottolineiamo e che hanno notato tutti riguarda l'operato dell'arbitro d'aula: alle richieste di intervento fatte con alzata di mano da parte di alcuni consiglieri — senza voler essere cattivi, forse per la confusione o perché distratto da altro — non è stata concessa la parola, adducendo motivazioni riferite alle operazioni di voto che dovevano essere espletate.

E poi c'è il cosiddetto “caso Sellaro”.
Vedete, Enzo è un amico da diversi anni e non vi è dubbio alcuno che la sua campagna elettorale sia stata tra le più vincenti. Devo fargli notare, però, che ha perso troppo tempo e ha scelto una battaglia che lo sta isolando sempre di più. Pur essendoci basi di correttezza nel suo ragionamento, pur avendo le sue ragioni e volendogli pure concedere delle attenuanti per la palese inesperienza: ma, mettendo da parte i suoi personalissimi consensi, lo ha capito Enzo che senza quell’accordo Barile non avrebbe vinto?! Lo ha capito che senza quei 700 e rotti voti della dote di Belcastro il sindaco sarebbe stato un altro?! Lo ha capito che persino i cosiddetti “ragazzi” di Spontaneamente — da sempre a sinistra — hanno superato quelle che lui giudica come barriere invalicabili?!

Forse, caro Enzo, ti sarebbe piaciuto fare il consigliere di minoranza e battagliare dall’opposizione? Forse ti sarebbe piaciuto un altro sindaco da indicare come colpevole di tutto ciò che hai elencato in campagna elettorale? Enzo, oh Enzo! Gli accordi puramente politici, senza interessi personali e fatti alla luce del sole, vanno comunque onorati. Enzo, lo hai capito che ti sei isolato? Se la maggior parte dei tuoi amici non ti ha seguito — lasciando stare le beghe che si creano nei gruppi telefonici — qualche domanda te la devi porre. Oppure stai pensando a un "dopo"? Non credo che dalla parte in cui ti sei candidato stiano morendo dalla voglia di accoglierti di nuovo in una lista.
A questo punto le strade sono due, Enzo: o decidi che nella vita è meglio fare altro, oppure non ti resta che candidarti dall’altra parte. Te lo scrivo senza infingimenti e senza tirare in ballo attestati di stima: te lo scrivo perché a volte non capisco dove vada a finire l’intelligenza delle persone. Non puoi non ricordare che Barile aveva detto che non avrebbe pescato nelle sue fila per gli incarichi; eppure di professionisti ce n’erano, Enzo, e tu lo sai.
Diciamola tutta: questo isolamento te lo sei costruito da solo. So bene che alla base del tuo ragionamento ci sono anche delle ragioni valide, ma la politica è altro. La politica è stringere accordi anche col diavolo, se serve a sconfiggere un altro diavolo. Ti chiedo perdono per la franchezza, ma lo dovevo alle tantissime persone che mi hanno chiesto di fare da paciere o che mi hanno chiesto un parere su questa vicenda.

Nel frattempo, va comunque espresso un plauso all’opposizione — che in aula, ricordiamolo, è maggioranza numerica — per aver affrontato la seduta con responsabilità istituzionale. Sui punti di natura tecnica all’ordine del giorno ha garantito il proprio voto favorevole, un contributo che ha portato all’approvazione di provvedimenti cruciali nell’interesse dell’intera comunità: dalla definizione agevolata delle entrate per alcuni tributi (la rottamazione delle cartelle esattoriali), al Piano economico-finanziario dei rifiuti, fino alle tariffe TARI e all’approvazione dei verbali della seduta precedente.
È stato un Consiglio comunale che ha registrato una massiccia attenzione, sia da parte del pubblico presente in aula sia da parte di chi ha seguito la diretta su YouTube. Ma ha anche rappresentato il cliché a cui assisteremo in futuro, perché questa è la realtà dei fatti: questa amministrazione la tiene in piedi la minoranza. Di conseguenza, la minoranza avrà sempre domande da fare e pretenderà risposte finché lo riterrà utile.
Un fatto però è certo: San Giovanni in Fiore necessita di risposte e, con le poche risorse rimaste, non sarà facile darne. Ma se si è uomini e donne di buona volontà, al di là del sipario che si apre mostrandoci il “teatro politico” visto ieri, siamo certi che ognuno farà la sua parte. San Giovanni in Fiore merita di più: merita molto, ma molto di più di quelle che appaiono solo come beghe di cortile – e nel cortile ricordatelo: c’è sempre un solo gallo che prevale sugli altri anche se questi ultimi tentano di incutere paura impettendosi.




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