L'anatra zoppa e il debutto del Consiglio: Marco Ambrogio tra il ruolo di arbitro e la tentazione del comizio - la salita della nuova giunta Barile è cominciata
- salvatoreaudia25
- 4 ore fa
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di Salvatore Audia
La cosiddetta “anatra zoppa” ha evidentemente cominciato a muovere i primi passi.

C'è stata l'appendice di qualche mugugno per incarichi mancati che qualcuno si aspettava, ma nulla di nuovo: sono film già visti in passato e c’è da scommettere che certi mal di pancia passeranno col tempo. Da un lato esiste un sindaco eletto vincendo al ballottaggio, dall'altro una maggioranza consiliare uscita dalle urne che ieri, serrando le fila (all'insegna del "tutti per uno, uno per sé"), ha dato la sua prima prova di compattezza. Lo ha fatto eleggendo l’uomo che tutti si attendevano diventasse, di diritto, il capo dell’opposizione, trasformandolo invece nell’arbitro dell’assise florense. Politicamente, non so quanto gli convenga. Intanto, com’è giusto che sia e a differenza di chi lo ha eletto, comincia a percepire uno stipendio, il che al giorno d'oggi non è poco.

Marco Ambrogio, nel suo lungo intervento d’insediamento, non si è limitato al canonico saluto istituzionale con i dovuti ringraziamenti. È andato ben oltre: non solo ha tracciato le linee del proprio mandato promettendo equilibrio, imparzialità e rispetto delle regole, ma è sfociato in un ragionamento che di istituzionale e super partes aveva ben poco.
In sintesi, il comportamento adottato dal Presidente del Consiglio nel primo consiglio comunale di ieri ricorda quel personaggio che, da copione, avrebbe solo il compito di dirigere il traffico delle sedute, convocare la Conferenza dei Capigruppo e rappresentare l'istituzione. I regolamenti gli impongono un limite dirimente e invalicabile: mai e poi mai, attraverso i suoi interventi, ha il diritto di entrare nell’agone politico. La politica la fa chi è stato eletto per farla, cioè i consiglieri comunali (ed è per questo che prima accennavamo a quanto gli sia convenuto essere relegato a quel ruolo). Come volevasi dimostrare, ieri, dopo aver vestito per soli quindici secondi i panni del Presidente, Ambrogio si è spinto a difendere l’operato della precedente amministrazione – di cui di fatto faceva parte – elencando persino le linee guida per il futuro. Il pubblico presente ha resistito per i primi dieci minuti, poi ha iniziato a contestarlo, con il risultato che il Sindaco e i suoi consiglieri hanno abbandonato l’aula per protesta.

Anche questo, paradossalmente, è fare politica. Ieri era un giorno particolare e Ambrogio è riuscito, furbescamente, a ritagliarsi quello spazio. Ma in futuro cosa farà? Sarà un "giudice" d’aula o un capo politico? Un comiziante o un arbitro inflessibile? Noi ci aspettiamo che i suoi facciano opposizione con spirito di collaborazione, come è stato dichiarato. Credo, crediamo, che San Giovanni in Fiore sia stanca di certi spettacoli, piacevoli forse per qualcuno, ma non per la stragrande maggioranza dei cittadini.
La gente vuole vedere fattivamente cosa riuscirà a fare questa nuova giunta, sulla carta qualitativamente molto alta. Finitela tutti di dare spettacolo e impegnatevi davvero per questo paese. Rendetelo più bello e pulito, efficientate i servizi essenziali, a partire dalla sanità e dalla viabilità. Non dimenticate i precari – che hanno votato tutti – perché è gente che ha un disperato bisogno di lavorare e di un salario dignitoso. E poi gli impianti sportivi, gli anziani, i più deboli, gli ultimi, le tasse, il comparto idrico. Voi, invece, che fate? Date spettacolo per avere ragione l’uno sull’altro?
Un’ultima cosa ci preme sottolineare: Antonio Barile è una macchina da lavoro instancabile, si direbbe un sindaco a tempo pieno. Chi ha accettato di mettersi a disposizione sappia che capiterà spesso di saltare il pranzo e rimediare con un tramezzino. C’è tanto, troppo da fare. Per chi ha scelto di candidarsi ed è stato eletto, e per chi ricoprirà ruoli assessoriali, la salita è ardua, ma la vetta non è mai irraggiungibile.
Auguri al Sindaco, Antonio Barile, alla nuova Giunta e buon lavoro al Presidente del Consiglio, Marco Ambrogio, ai dirigenti e a tutti i dipendenti comunali.
E buona politica ai consiglieri comunali eletti e surrogati.




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