SGF, SANITÀ: CI SARÀ UN AUMENTO DI POSTI LETO O È UN INGANNO SANITARIO? LA POPOLAZIONE SILANA CHIEDE VERITÀ SULL'OSPEDALE
- salvatoreaudia25
- 2 giorni fa
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di Salvatore Audia
Nel mentre si fanno ipotesi sull'eventualità del passaggio dell'Ospedale florense in accorpamento all'ASP di Crotone - Leggi qui la lettera dell'ex Governatore Oliverio inviata di recente al Presidente Occhiuto https://www.prl101700.net/post/sgf-l-ex-governatore-mario-oliverio-scrive-a-occhiuto-l-ospedale-di-san-giovanni-in-fiore-venga-agche - l’ASP di Cosenza continua a sbandierare riforme epocali per la "sanità di prossimità", ma la realtà per i cittadini di San Giovanni in Fiore e della Sila racconta una storia di progressivo depotenziamento.

L’ultimo Atto Aziendale dell’ASP parlava chiaro: 20 posti letto per acuti destinati al reparto di Medicina Generale per garantire il diritto alla cura delle urgenze e delle patologie complesse in un territorio montano e orograficamente svantaggiato.
Ad oggi, però, la situazione all'Ospedale silano è più che grottesca: Posti di Medicina effettivi: solo 10 posti letto provvisori, stipati in spazi ristretti (l’ex reparto di Ginecologia).
Gli ambienti storici del Reparto Medicina, appena ammodernati e ristrutturati proprio per accogliere i 20 posti promessi, sono stati sottratti al reparto acuti, e l'ipotesi che serpeggia a San Giovanni in Fiore da tempo è che quei locali riqualificati siano stati convertiti per ospitare il nuovo Ospedale di Comunità (posti letto a gestione prevalentemente infermieristica e socio-sanitaria, legato ai finanziamenti PNRR Missione 6).
A dare voce all'allarme di tutto il territorio, oltre ad associazioni che da tempo chiedono il potenziamento dei servizi sanitari, è stata l'Amministrazione comunale e in prima persona il Sindaco di San Giovanni in Fiore che di fronte al collasso della programmazione sanitaria ha sollecitato un confronto urgente con la governance dell'ASP.
La richiesta è stata formalmente accolta: il 1° settembre prossimo è previsto l'incontro decisivo tra il Primo Cittadino e il Commissario Straordinario dell'ASP di Cosenza, Dott. Antonio De Salazar.

Un tavolo istituzionale convocato proprio sul tema rovente della Medicina Generale e del presunto inganno che sotto traccia modificherebbe l'assetto dei posti letto, ma anche sulla tempistica di queste scelte: quando sono avvenute? Chi le ha autorizzate? E perché non c'è stata una comunicazione trasparente ai cittadini? Questioni, queste, su cui il Sindaco chiederà risposte chiare, immediate e inderogabili:
"Nessun baratto tra servizi: l'attivazione del cosiddetto Ospedale di Comunità - che poi altro non è che un piccolo reparto - non può e non deve avvenire a discapito della Medicina Generale, né con la soppressione né con il dimezzamento dei posti per acuti. Su questo - ha chiosato il primo cittadino florense in una conferenza stampa - non faremo passi indietro e siamo pronti ad attivare la protesta".
Ciò che viene contestato è la logistica attuale nell'ex Ginecologia e si chiede il pieno e tempestivo ripristino dei 20 posti nei locali originari.
Una comunità che si sente tradita, quella di San Giovanni in Fiore.
Ciò che pesa in questa vicenda non è solo la gestione contabile dei posti letto, ma la ferita sociale e morale inflitta alla popolazione. I cittadini di San Giovanni in Fiore si sentono profondamente traditi da decisioni prese sopra le loro teste.
Se queste scelte venissero confermate o definitivamente poste in essere, l'impatto sul presidio ospedaliero non sarebbe un semplice ridimensionamento, ma un vero e proprio colpo di grazia a una struttura che versa già in condizioni drammatiche.

Per un territorio montano isolato, perdere la piena operatività della Medicina Generale significa condannare a morte la sanità pubblica locale, trasformando le promesse delle istituzioni nell'ennesima illusione a danno della salute dei cittadini.
Tutto assume la forma di un gioco di prestigio burocratico; quali sarebbero le responsabilità dell'ASP? Collocare risorse a favore dell'Ospedale di Comunità a scapito del reparto acuti presenta evidenti problematiche:
L’Ospedale di Comunità ha una funzione utile per le post-degenze e la cronicità a bassa intensità, ma non può e non deve sostituire l’ospedale per acuti.
Rinunciare ai posti di Medicina Generale equivale a condannare i pazienti critici a estenuanti "viaggi della speranza" verso il pronto soccorso di Cosenza.
Come si può aver ristrutturato un reparto per la Medicina di acuti e poi averne cambiato la destinazione d'uso?
Questo lascerebbe il reparto stipato in soli 10 posti provvisori e ciò evidenzia una totale assenza di programmazione e di rispetto per le esigenze primarie dell'utenza.
Perché si dà priorità alla struttura del PNRR rispetto alla Medicina Generale?
Non ci si nasconda! Qui appare evidente la corsa a raggiungere l'obiettivo di rendicontare la spesa dei fondi europei nei tempi previsti, sacrificando il diritto alla salute dei residenti.
Perché sempre l'area montana?
La trasformazione graduale dell'ospedale di San Giovanni in Fiore in una struttura meramente residenziale/territoriale, una sorta di "RSA", rischia di cancellare definitivamente la funzione dell'ospedale per acuti.
San Giovanni in Fiore negli ultimi anni ha già abbondantemente dato; dall'incontro del 1° settembre si attendono fatti concreti e il pieno, immediato sblocco dei 20 posti letto di Medicina Generale nei locali spettanti, mettendo fine a una condotta che continua a trattare i cittadini della Sila come utenti di serie B.




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