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SGF, SANITÀ: CI SARÀ UN AUMENTO DI POSTI LETO O È UN INGANNO SANITARIO? LA POPOLAZIONE SILANA CHIEDE VERITÀ SULL'OSPEDALE


di Salvatore Audia


Nel mentre si fanno ipotesi sull'eventualità del passaggio dell'Ospedale florense in accorpamento all'ASP di Crotone - Leggi qui la lettera dell'ex Governatore Oliverio inviata di recente al Presidente Occhiuto https://www.prl101700.net/post/sgf-l-ex-governatore-mario-oliverio-scrive-a-occhiuto-l-ospedale-di-san-giovanni-in-fiore-venga-agche - l’ASP di Cosenza continua a sbandierare riforme epocali per la "sanità di prossimità", ma la realtà per i cittadini di San Giovanni in Fiore e della Sila racconta una storia di progressivo depotenziamento.

L’ultimo Atto Aziendale dell’ASP parlava chiaro: 20 posti letto per acuti destinati al reparto di Medicina Generale per garantire il diritto alla cura delle urgenze e delle patologie complesse in un territorio montano e orograficamente svantaggiato.


Ad oggi, però, la situazione all'Ospedale silano è più che grottesca: Posti di Medicina effettivi: solo 10 posti letto provvisori, stipati in spazi ristretti (l’ex reparto di Ginecologia).

Gli ambienti storici del Reparto Medicina, appena ammodernati e ristrutturati proprio per accogliere i 20 posti promessi, sono stati sottratti al reparto acuti, e l'ipotesi che serpeggia a San Giovanni in Fiore da tempo è che quei locali riqualificati siano stati convertiti per ospitare il nuovo Ospedale di Comunità (posti letto a gestione prevalentemente infermieristica e socio-sanitaria, legato ai finanziamenti PNRR Missione 6).


A dare voce all'allarme di tutto il territorio, oltre ad associazioni che da tempo chiedono il potenziamento dei servizi sanitari, è stata l'Amministrazione comunale e in prima persona il Sindaco di San Giovanni in Fiore che di fronte al collasso della programmazione sanitaria ha sollecitato un confronto urgente con la governance dell'ASP.

La richiesta è stata formalmente accolta: il 1° settembre prossimo è previsto l'incontro decisivo tra il Primo Cittadino e il Commissario Straordinario dell'ASP di Cosenza, Dott. Antonio De Salazar.

Un tavolo istituzionale convocato proprio sul tema rovente della Medicina Generale e del presunto inganno che sotto traccia modificherebbe l'assetto dei posti letto, ma anche sulla tempistica di queste scelte: quando sono avvenute? Chi le ha autorizzate? E perché non c'è stata una comunicazione trasparente ai cittadini? Questioni, queste, su cui il Sindaco chiederà risposte chiare, immediate e inderogabili:

"Nessun baratto tra servizi: l'attivazione del cosiddetto Ospedale di Comunità - che poi altro non è che un piccolo reparto - non può e non deve avvenire a discapito della Medicina Generale, né con la soppressione né con il dimezzamento dei posti per acuti. Su questo - ha chiosato il primo cittadino florense in una conferenza stampa - non faremo passi indietro e siamo pronti ad attivare la protesta".

Ciò che viene contestato è la logistica attuale nell'ex Ginecologia e si chiede il pieno e tempestivo ripristino dei 20 posti nei locali originari.

Una comunità che si sente tradita, quella di San Giovanni in Fiore.

Ciò che pesa in questa vicenda non è solo la gestione contabile dei posti letto, ma la ferita sociale e morale inflitta alla popolazione. I cittadini di San Giovanni in Fiore si sentono profondamente traditi da decisioni prese sopra le loro teste.

Se queste scelte venissero confermate o definitivamente poste in essere, l'impatto sul presidio ospedaliero non sarebbe un semplice ridimensionamento, ma un vero e proprio colpo di grazia a una struttura che versa già in condizioni drammatiche.

Per un territorio montano isolato, perdere la piena operatività della Medicina Generale significa condannare a morte la sanità pubblica locale, trasformando le promesse delle istituzioni nell'ennesima illusione a danno della salute dei cittadini.

Tutto assume la forma di un gioco di prestigio burocratico; quali sarebbero le responsabilità dell'ASP? Collocare risorse a favore dell'Ospedale di Comunità a scapito del reparto acuti presenta evidenti problematiche:

  • L’Ospedale di Comunità ha una funzione utile per le post-degenze e la cronicità a bassa intensità, ma non può e non deve sostituire l’ospedale per acuti.

  • Rinunciare ai posti di Medicina Generale equivale a condannare i pazienti critici a estenuanti "viaggi della speranza" verso il pronto soccorso di Cosenza.

  • Come si può aver ristrutturato un reparto per la Medicina di acuti e poi averne cambiato la destinazione d'uso?

    Questo lascerebbe il reparto stipato in soli 10 posti provvisori e ciò evidenzia una totale assenza di programmazione e di rispetto per le esigenze primarie dell'utenza.

  • Perché si dà priorità alla struttura del PNRR rispetto alla Medicina Generale?

    Non ci si nasconda! Qui appare evidente la corsa a raggiungere l'obiettivo di rendicontare la spesa dei fondi europei nei tempi previsti, sacrificando il diritto alla salute dei residenti.

  • Perché sempre l'area montana?

    La trasformazione graduale dell'ospedale di San Giovanni in Fiore in una struttura meramente residenziale/territoriale, una sorta di "RSA", rischia di cancellare definitivamente la funzione dell'ospedale per acuti.

San Giovanni in Fiore negli ultimi anni ha già abbondantemente dato; dall'incontro del 1° settembre si attendono fatti concreti e il pieno, immediato sblocco dei 20 posti letto di Medicina Generale nei locali spettanti, mettendo fine a una condotta che continua a trattare i cittadini della Sila come utenti di serie B.

 
 
 

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