SGF: UN’ALTRA VERGOGNA MORTIFICA IL PAESE DI GIOACCHINO DA FIORE, CON LE TEMPERATURE RIGIDE DI OGGI, PAZIENTI LASCIATI ALL’ADDIACCIO IN ATTESA DI RITIRARE IL PROPRIO FARMACO
- Prl Notizie dal Territorio - S. Audia - giornalista

- 1 giorno fa
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di Salvatore Audia
Da mesi la farmacia territoriale di San Giovanni in Fiore è priva di un medico farmacista in servizio stabile.

Dopo il pensionamento del dottor Tommaso Nicoletti, non è stata attuata alcuna sostituzione strutturale. L’ASP interviene solo in maniera tampone, garantendo la presenza di un farmacista proveniente da Cosenza per appena due giorni a settimana, a fronte di un bacino di utenza sempre più ampio e composto in larga parte da pazienti oncologici.

A questa già grave carenza si aggiunge una situazione che esaspera ulteriormente l’utenza: le modalità di attesa per il ritiro dei farmaci. Nella giornata odierna, circa venti persone sono state costrette ad attendere all’esterno della struttura, esposte al freddo per oltre un’ora, senza alcuna forma di riparo, in attesa che venisse organizzata la distribuzione dei medicinali.
Ciò che appare incomprensibile è l’assenza di un luogo adeguato dove accogliere i pazienti durante l’attesa. Non risulta infatti predisposta nemmeno una modesta sala d’attesa che consenta agli utenti di sostare al chiuso, sia nelle rigide giornate invernali sia nei mesi estivi, quando l’attesa si svolge sotto il sole.
Lo stabile che ospita la farmacia territoriale, adiacente all’ospedale di San Giovanni in Fiore — o a ciò che ne rimane — dispone di spazi che, almeno sulla carta, potrebbero consentire la realizzazione di un ambiente destinato all’accoglienza. Possibile che non si riesca a individuare una soluzione di buon senso per persone già provate da condizioni di salute precarie, costrette oggi a subire anche il disagio di un’attesa all’aperto?
Basterebbe una semplice ricognizione degli spazi interni per rispondere a un’esigenza tanto elementare quanto fondamentale. Una sala d’attesa rappresenterebbe non solo un servizio essenziale, ma anche il minimo rispetto dovuto a chi si rivolge a una struttura sanitaria per cure salvavita.
Per anni il servizio di distribuzione dei farmaci presso la farmacia territoriale locale ha funzionato in modo efficiente. Oggi, invece, San Giovanni in Fiore — città di Gioacchino da Fiore — registra un evidente arretramento, che testimonia il fallimento delle politiche sanitarie sul territorio.

Non è l’attesa in sé a generare malcontento, quanto l’essere lasciati in mezzo alla strada, senza protezione e senza neppure una sedia. Un’ulteriore mortificazione per cittadini fragili, già duramente colpiti dalla malattia e costretti a recarsi proprio qui per il ritiro di farmaci indispensabili.
In definitiva, si tratta di una questione di buon senso. Quando anche questo viene meno, ruoli e titoli istituzionali perdono significato. A pagare il prezzo più alto, ancora una volta, sono i cittadini più deboli.






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