A SGF, DOPO IL TRACOLLO AL BALLOTTAGGIO, AMBROGIO ORGANIZZA LE TRUPPE PER L’OFFENSIVA IN CONSIGLIO: RIUSCIRÀ NELL’IMPRESA O È SOLO FUFFA?
- salvatoreaudia25
- 10 giu
- Tempo di lettura: 4 min
di Salvatore Audia
A Fiore tutto, o quasi, torna alla normalità e si riassapora quella tranquillità tipica di quando, nei mesi estivi, ci si sposta al mare con la certezza che nessuno ti toccherà la casa. Soprattutto, c'è la certezza che nessuno potrà più tentare pseudo-"mmasciate" nelle stanze dei bottoni del Comune, camuffandole da finti traslochi di effetti personali dei vecchi inquilini.

Il giubilo è stato enorme: grandi e piccini, intere famiglie, commercianti, imprenditori, amici storici, sostenitori dell’ultima ora e politici di epoche diverse. C’era anche qualcuno che, fino alla prima mezz’ora di spoglio del ballottaggio, si trovava dall’altra parte e poi, per magia, si è ritrovato di qua a festeggiare il trio Barile, Belcastro e Candalise come se nulla fosse stato. Comunque tutti contenti e, soprattutto, fieri e coscienti di aver conquistato di nuovo la libertà. E non vi scandalizzate se lo vedete scritto: credo che in molti abbiano pensato, almeno una volta, di domandare al nuovo sindaco di istituire per davvero una "festa della liberazione" locale, distinta da quella nazionale. Tanto è stato il tripudio di felicità che si scorgeva sui visi dei sangiovannesi durante i cortei per l’elezione del nuovo primo cittadino. Certo è che l’8 giugno sarà davvero difficile da dimenticare per le generazioni a venire; se io fossi Antonio Barile, per questa data mi inventerei davvero qualcosa.
Ma lasciando la fantasia e tornando alla realtà, qui ci sono altre cose da registrare. Intanto Occhiuto fa capire chiaramente che non c’è mai stato il suo beneplacito sulla candidatura di Ambrogio, anche se in politichese si è espresso così: «Io non metto mai bocca sulle candidature, ma su San Giovanni si doveva essere più oculati nelle scelte». Nelle stesse dichiarazioni, tuttavia, per dovere istituzionale ha fatto gli auguri al nuovo sindaco di San Giovanni in Fiore, rimanendo a disposizione in quanto rappresentante di tutte le comunità calabresi. (Questa è politica).

Ma veniamo al territorio. Nel frattempo, giusto per chiarire, alle porte di quelle stanze – teatro del finto trasloco di cui si parlava prima – sono stati cambiati i cilindretti alle serrature. Tutto, quindi, è stato cristallizzato. Poi, a tempo debito, chi avrà da ritirare effetti personali lo farà, come è giusto che sia. Ma una cosa è certa: quelle stanze saranno aperte a tutti, con o senza capi di gabinetto o capi segreteria. Chi sentirà il bisogno di domandare udienza all’amministratore di turno lo farà ordinatamente e sarà ascoltato; così si è detto in campagna elettorale e, per come conosciamo la nuova compagine, di sicuro così sarà. (Anche questa è libertà).
Quello che invece, nel calderone della politica, non bolle in modo sereno è altro. I "9 + 1" (da oggi li chiameremo così) si sono riuniti ieri sera con il loro "capo". Per ora la linea è quella di mettere il bastone tra le ruote a Barile e compagni, e si riuniranno molte altre volte prima di arrivare alla seduta del primo consiglio comunale di questa nuova legislatura, che partirà a breve. I tentennamenti, di fatto, sarebbero molti. Trapela, per esempio, che tra i consiglieri eletti qualcuno cominci a porsi delle domande: "Ma chi me lo fa fare? Se rappresento una fetta, seppur piccola, di cittadini, perché devo per forza intralciare chi è stato democraticamente eletto alla carica di sindaco? Perché devo forzare la mano, facendo morire questa nuova giunta comunale prima ancora che nasca e cominci a camminare?".
Almeno tre consiglieri su dieci sarebbero, per ora, in aperto e sereno disappunto con Ambrogio; un dissenso che potrebbe presto trasformarsi in altro. Di sicuro i numeri parlano chiaro: il consiglio è nelle mani del candidato perdente, ma l’elettorato, sia al primo che al secondo turno, ha sancito una cosa: il sindaco che vogliamo è Antonio Barile.
Ma poi c’è da fare un’altra considerazione: con quale faccia i consiglieri eletti nelle file del centrodestra potranno presentarsi a breve di nuovo davanti al proprio elettorato, qualora si tornasse al voto come si paventa? E noi aggiungiamo: fra i "9" ci sono professionisti affermati che per lavoro, da sempre, vivono di rapporti con fasce sostanziose di popolazione. Non se la pongono la domanda se convenga davvero fare i guastafeste? A chi gioverebbe? E poi la domanda delle domande è un’altra: se Antonio Barile e chi ha aderito alla sua chiamata dovessero cadere prima di nascere, davvero Ambrogio – dopo le dichiarazioni del vertice regionale di Forza Italia e soprattutto dopo questa sonora sconfitta – pensa di poter essere di nuovo lui il futuro candidato alla carica di sindaco?
Dopo le elezioni sangiovannesi, che confermano ancora una volta come la politica sia una cosa seria, c’è un’altra lezione che il voto ha impartito: chi spinge sul pedale degli effetti speciali non viene sempre ripagato. E si è capito anche che cinque anni fa, aver dato fiducia a scatola chiusa al "nuovo che avanzava" non è stata una scelta felice. Le casse sono vuote, come gli asili che non verranno mai aperti e resteranno sul groppone del Comune (e quindi dei cittadini); le tasse resteranno al massimo storico, ma per molti è stata comunque una bella festa. Una festa illuminata a tal punto che dai satelliti si sono chiesti: "Ma è sempre San Giovanni in Fiore o è la nuova Las Vegas?".

A parte gli scherzi, torniamo seri. Mi spingo a dire a tutti gli attori in campo di guardarsi dentro, di distinguere il vero dagli abbagli. Una comunità è fatta di persone con esigenze e possibilità economiche diverse, ma soprattutto la nostra è una comunità che ha una gran voglia di tornare alla normalità, di vedere amministratori all’opera con unità d’intento. Credo sia finito il tempo dell’uomo solo al comando: si discuterà democraticamente, si ragionerà, e poi il popolo si aspetterà che le scelte siano le più serie e percorribili. Saremo attenti osservatori e giudicheremo imparzialmente, ma solo sulla base dei fatti e non sui chiacchiericci.




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